LE PAGINE DEL CAP
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Volare Sport n. 170 Febbraio 1998
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| Canard è bello |
| Derivato dal Long Eze per accontentare una coppia di appassionati, il Cozy è un monomotore a tre o quattro posti che vola a quasi 300 all'ora. Ma come procedono i lavori sugli esemplari italiani in costruzione? Mentre aumentano i soci che sviluppano progetti ad alte prestazioni, il Presidente del CAP ha visitato le officine di chi lavora "i compositi". | ||
Testo e foto di Mario Pozzini |
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| Ricordate il veloce Cozy? E' la versione "allargata del Long EZE di Burt Rutan, il "geniaccio" dei compositi che nel 1979 lo progettò per Nat Puffer , l'intraprendente autocostruttore che voleva viaggiare con la moglie Shirley seduta in fianco e non dietro. Non è la prima volta che ce ne occupiamo, ne avevamo parlato su VOLARE Sport n. 120 (Dicembre 1993), interessandoci dei due esemplari attualmente in costruzione in Italia: il Cozy in versione originale triposto di Gino Manfredda a Trecate (Novara) e del Mark IV (un quadriposto che volerà la prossima estate), costruito a Prato (Firenze) da Garimeta Gentile. Da allora sono trascorsi quattro anni e ci sembrava opportuno tornare sull'argomento dedicando un pò di spazio ai progressi dell'amico Manfredda: La costruzione è iniziata nel 1990 dai soli disegni e, tre anni più tardi (dopo circa 700 ore di lavoro), erano completati la sezione centrale del longherone principale, i due piani canard con gli elevatori e la metà della fusoliera. A tutt'oggi le ore lavorate sono più di 1.400, il che significa che sono state necessarie altre 700 ore per costruire la semiala sinistra, per preparare la destra alla copertura e terminare la parte inferiore della fusoliera. Non possiamo nascondervi la strana sensazione che si prova per accedere al luogo di lavoro di Gino, la sua cantina. Per entrarvi si scende lungo una scala in pò angusta, si accende la luce e contemporaneamente suona un cicalino: spegnendolo si attiva un contaore, che segna esattamente 1.425. Con costanza davvero ammirevole, il costruttore sta pianificando le prossime fasi della lavorazione. Riguarderanno la copertura della semiala destra, la costruzione della "schiena" della fusoliera, quella dei serbatoi alari con il relativo posizionamento, le derive, i timoni (winglet) e il musetto. La preparazione del carrello principale, una barra in fibra di carbonio, richiederà molto lavoro in quanto si tratta di preparare un elemento unico che sarà poi continuamente sollecitato. Una volta terminate queste operazioni, per finire il Cozy dovrà seguire questa procedura: verrà steso uno strato di resina epossidica impregnata di polvere fenolica, sarà eseguita un'accurata lisciatura e quindi la stuccatura. Una volta asciugato lo stucco Gino liscerà nuovamente le superfici e stenderà la vernice per la protezione dai raggi ultravioletti. Soltanto dopo aver verificato la corretta applicazione di ogni tratta mento il Cozy sarà pronto per essere decorato con la sua livrea definitiva. In pratica, prima di vedere il suo aeroplano sulle proprie ruote ancora privo di motore, impianti e strumentazione, Gino dovrà aspettare molto tempo, durante il quale avrà totalizzato circa 3.000 ore di lavoro. Per il primo volo ne occorreranno almeno altre 1.000, ma con la sua tenacia ce la farà sicuramente. |
Il primo Cozy volante fotografato a Oshkosh qualche anno fa.
Due esemplari a confronto, il Mark IV (quadriposto) sulla destra e, sulla sinistra, l'elegante triposto.
A sinistra, prende forma la fusoliera del Cozy e. sulla destra il freno aerodinamico posto sotto la fusoliera.
Il socio Gino Manfredda mostra la semiala sinistra pronta per la copertura.
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Oreste Muccilli
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Ultimo aggiornamento 22/09/05